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Baiano: La Festa del Maio tra tradizione e innovazione alla Festa della nocciola

Base dell’incontro il libro di Antonio Vecchione “La festa del Maio e la comunità baianese: dalla seconda metà del ‘900 ai nostri giorni”.

La Tradizione, dal latino “tradere”, consegnare oltre, è conservazione e trasmissione orale e scritta di un patrimonio di valori, modelli culturali, riti religiosi o sociali, usi e costumi, ovvero di tutto quello che è ritenuto prezioso e importante per le generazioni successive e in grado di determinare modelli di vita e influenzare comportamenti. E di questi valori è portatrice la festa del Maio.

Ma le tradizioni popolari non sono riti fermi e invariabili, sono dinamici. E arricchire la struttura tradizionale modernizzandola con valori contemporanei è stato uno degli obiettivi dell’Associazione Maio di S. Stefano dagli anni ottanta ai primi duemila e, in continuità, negli anni successivi. Obiettivi, questi, pienamente conseguiti. Venerdì 12 pomeriggio, dalle ore 18.00, dopo la presentazione del libro di Paola Miele e l’ascolto delle sue eleganti poesie sui Vesuni, ricche di dolci sentimenti, partendo dalla festa di una volta, si parlerà delle innovazioni che hanno reso attuale e attrattiva la Festa e dei progetti per un futuro ancora più coinvolgente.

Tema dell’incontro è “La festa del Maio ieri e oggi” raccontata da Antonio Vecchione nel suo libro “La festa del Maio e la comunità baianese: dalla seconda metà del ‘900 ai nostri giorni”.

Le feste popolari vivono dell’attiva partecipazione popolare, per cui sarà interessante ascoltare i protagonisti del Comitato Maio e i semplici e appassionati cultori della festa per le idee e proposte che proporranno. Un importante momento di confronto e di crescita.

Per l’occasione, nella hall del Teatro “Colosseo” è stata allestita la Mostra fotografica di Joseph Noviello “La festa del Maio”.

Il Testo – Con questo volume Antonio Vecchione ci offre l’appassionata e commossa ricostruzione della Festa del Majo di Baiano. Si tratta di una rievocazione allo stesso tempo personale e corale, storico-antropologica e sentimentale, tutta giocata sul filo del recupero della memoria individuale e collettiva, soprattutto delle persone anziane del paese, a cominciare da coloro che sono stati, nel tempo, attori e protagonisti, a vario livello, del grande evento popolare. Tutto ciò ha consentito ad Antonio Vecchione di mettere insieme – con un abile e amoroso gioco d’incastro – uno straordinario e ricchissimo patrimonio di episodi, scorci, bozzetti, personaggi, frammenti di vita. Il volume ci restituisce così l’immagine vividissima e suggestiva della vita quotidiana di una comunità –allo stesso tempo artigiana e contadina, popolare e solidale –, della quale oggi resta soltanto il ricordo. Il volume – che s’inserisce in un ormai collaudato filone di studi che lo stesso autore, insieme agli scomparsi Orazio Bocciero e Galante Colucci, va dedicando al recupero dell’identità storico-culturale di Baiano –, si pone quindi da un lato come un esperimento, dagli esiti quanto mai felici e produttivi, di storia orale, e dall’altro assume una valenza morale straordinaria per i valori spirituali di amore, di solidarietà e di forte senso della comunità che con forza recupera ed esprime.

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