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Avella: Celebrazione della Giornata Nazionale del Cippo Abellano

Gli Alunni del Liceo “Carducci” di Nola Ciceroni con gli Istituti Comprensivi del Baianese-Alto Clanio.

Il Comune di Avella, insieme a quello di Nola, su proposta dei Gruppi Archeologici d’Italia, lo scorso anno, ha istituito la “Giornata Nazionale del Cippo Abellano”, scegliendo come data di celebrazione quella del 15 dicembre, in riferimento alla data della promulgazione della Legge 482/1999, che tutela la Lingua e la Cultura delle minoranze, secondo l’articolo 6 della Costituzione in armonia con i principi generali stabiliti dagli organismi europei.

Questo ruolo fondamentale è affidato alle scuole che devono agire su due livelli: livello centrale per la realizzazione di progetti nazionali e locali e livello delle singole istituzioni che devono favorire le singole minoranze.

Il Cippo Abellano, noto anche in lingua latina come “Cippus abellanus”, è una lapide calcarea contenente iscrizioni in lingua osca risalente alla prima metà del II secolo a.C., che fu ritrovato nel territorio dell’antica città di Abella (da cui il nome). Dal 1745 è custodito nel seminario arcivescovile di Nola.

Quattro gli obiettivi dei due Enti comunali: narrare, spiegare e divulgare il Cippo Abellano nelle scuole come eredità culturale; celebrare un convegno di studi e\o un premio internazionale di epigrafia e storia sannitica; promuovere lo studio delle istituzioni nella storia italica, usando i temi del Cippo ed infine inserire la città nell’itinerario del turismo lento.

In riferimento a tali obiettivi Venerdì 13 Dicembre, gli Alunni del Liceo Classico “G. Carducci” di Nola, coordinati dalla prof.ssa Milena Picciocchi, nell’ambito del PTCO con AvellArte, e con la collaborazione del Gruppo Archeologico Avellano “Amedeo Maiuri”, saranno “Ciceroni per un giorno”.

Partecipano all’iniziativa, a partire dalle ore 9.00, l’I.C. “Mons. Guerriero” di Avella, l’I.C. “Giovanni XXIII-Parini” Sede di Baiano e di Sperone, l’I.C. “A. Manzoni” di Mugnano del Cardinale.

Le visite interesseranno le iscrizioni osche del Museo Immersivo e Archeologico “MIA”, sito nel Palazzo Baronale di Avella, e l’Anfiteatro Romano.

La scoperta del Cippo Abellano

Scopritore del cippo fu Padre Gianstefano Remondini che, nel 1755, la trovò nella casa di Francesco Borzelli che a sua volta l’aveva scoperta fra i ruderi dell’antico castello

L’esistenza di una lunga iscrizione in lingua osca su pietra, nota come “Cippus Abellanus”, la più famosa dopo le Tavole Eugubine, fece ritenere che ai Greci subentrarono gli Oschi.

Ciò attesta, se fu esatta la datazione del Cippo fatta dal Mommsen, ritenuto uno dei maggiori archeologi del passato, che tale pietra risalirebbe ad un periodo posteriore di poco alla Seconda Guerra Punica (219-202 A.C.).

L’iscrizione riporta che i Senati delle due città: Abella città madre e Nola = Nuova Abella , ex colonia, siedono e legiferano sul patrimonio sacro comune, come sostiene Domenico Caiazza nel suo lavoro “Il Cippo Abellano. Una nuova interpretazione e scritti a corredo”, edito nel 2021 nella Collana dei Libri Campano-Sannitici e presentato nel convegno di Nola del 4 marzo 2023.

Il libro di Domenico Caiazza, che ha riportato l’attenzione sul Cippus, uno degli strumenti più importanti per lo studio della lingua osca, è consultabile nella Biblioteca del Museo di Nola insieme ai due volumi del Remondini “Della Nolana Ecclesiastica Historia”, dono del Gruppo Archeologico Terra di Palma.

Il Cippo, che rappresenta uno degli strumenti più importanti per lo studio della lingua osca, attualmente, è custodito nel Museo del Seminario di Nola, mentre nel Museo di Avella e di Nola c’è un calco.

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