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Napoli/Loggia del Maschio Angioino: Apre i battenti la Mostra “Rivivo con Te… Femminicidi: cronaca di una strage senza fine”

Ventidue pannelli, ventidue storie. Il tema del denaro negato come strumento di sottomissione dentro le mura di casa. Di Massimo Napolitano da laprovonciaonline.net di domenica 20 Settembre 2026. Foto di Louise Whelan su Unsplash.

Lunedì 21 settembre, alle 16.30, nella Sala della Loggia del Maschio Angioino, si inaugura la mostra itineranteRivivo con Te… Femminicidi: cronaca di una strage senza fine”, realizzata da Finetica Ets.

Ventidue pannelli ricostruiscono, in forma di fotoracconto, alcuni dei femminicidi avvenuti in Italia negli ultimi anni.

La prima tappa si è tenuta ad Avellino, nelle sale dell’ex Carcere Borbonico, dal 20 al 23 aprile scorso.

I ventidue pannelli raccontano storie finite, e il valore di una mostra che le mette in fila sta tutto in chi le guarda prima che una storia simile cominci: Sapere che il controllo del denaro è già violenza, e non una questione privata tra due adulti, è un’informazione che serve a chi la subisce e a chi la esercita senza chiamarla così.

L’inaugurazione è accompagnata da un convegno che ruota attorno alla presentazione diScelte, femminile plurale”, la graphic novel di Avviso Pubblico, curata da Valeria Scafetta e Giulia Migneco, illustrata da Alma Velletri e pubblicata da Beccogiallo.

Attorno a queste storie si muove il dibattito, che affronta il contrasto alla violenza sulle donne da un’angolatura meno frequentata: quella economica. È la forma che non lascia lividi esterni. È il conto corrente a cui una donna non ha accesso, lo stipendio che le viene ritirato, il lavoro che non può cercare, la firma chiesta su un debito che non è suo, il denaro consegnato a settimana come una paghetta. Non finisce in ospedale e quasi mai in una denuncia, ma costruisce la condizione in cui tutto il resto diventa possibile, perché toglie alla donna l’unico strumento che le permetterebbe di andarsene: i soldi per farlo.

È il presidente di Finetica Ets, Nello Tuorto, a spiegare perché un’organizzazione antiusura e antiracket si occupi di femminicidi. La sua associazione lavora da anni sull’inclusione finanziaria, sull’accesso al credito legale per chi vive in condizioni di fragilità socio-economica, con strumenti di microcredito sociale pensati per prevenire l’usura.

“Da quell’osservatorio, spiega, è parso necessario puntare l’attenzione sulla violenza economica, esercitata “ancora troppo spesso sulle donne, nel silenzio delle mura domestiche e di contesti famigliari abusanti e violenti”.

Sulla stessa linea il presidente di Avviso Pubblico, Roberto Montà, per il quale quella violenza diventa ancora più odiosa quando è usata come arma di sottomissione contro donne già vittime di abusi in famiglia. “Il percorso della graphic novel, ricorda, è rivolto soprattutto ai più giovani, per offrire modelli di riferimento capaci di rilanciare i valori costituzionali”.

L’iniziativa, promossa da Avviso Pubblico e Finetica Ets, ha il patrocinio dei ministeri dell’Economia, dell’Interno e dell’Istruzione, della Regione Campania e del Comune di Napoli, e vede tra i partner del programma il Forum delle Associazioni Familiari, il Forum Sociosanitario, il Centro Studi Livatino e la Consulta Nazionale Antiusura.

Dopo i saluti istituzionali intervengono Nello Tuorto, presidente di Finetica Ets; Nino Di Maio, presidente del Forum delle Associazioni familiari della Campania; Aldo Bova, presidente del Forum nazionale Sociosanitario; Domenico Airoma, procuratore capo presso il Tribunale di Napoli Nord; Luciano Gualzetti, presidente della Consulta Nazionale Antiusura.

Il libro è presentato dall’autrice Valeria Scafetta insieme a Maria Luisa Pellizzari, già vice capo vicario della Polizia di Stato, una delle figure raccontate nel volume. Modera Giulia Migneco, responsabile comunicazione di Avviso Pubblico.

In sala ci saranno anche cinquanta ragazzi delle classi quarte e quinte del liceo scientifico e classico Torricelli di Somma Vesuviana, ed è proprio da loro, dai più giovani, che deve partire quell’educazione sentimentale che nelle scuole non è ancora materia di studio.

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