
Bonus 200 euro lavoratori e pensionati entro luglio
Assegno una tantum in busta paga dipendenti o cedolino pensione, da definirsi per autonomi, fino a 35mila euro. Di Redazione PMI.It, scritto il 3 Maggio 2022.
Il bonus da 200 euro per lavoratori e pensionati è una misura chiave del Decreto Aiuti approvato dal Governo contro gli effetti dell’inflazione: consiste in un assegno una tantum per contrastare il caro prezzi e tutelare il potere d’acquisto delle famiglie.
Quali sono i requisiti: Il provvedimento, ha spiegato il premier Mario Draghi, è un «sostegno ai redditi di 28 milioni di italiani, tra pensionati e lavoratori dipendenti e anche autonomi». La somma una tantum, è un contributo economico destinato a titolari di pensione e lavoratori dipendenti e autonomi con requisito di reddito fino a 35mila euro. Bisogna attendere non solo il testo del decreto in Gazzetta Ufficiale ma anche i provvedimenti attuativi per capire in che modo verrà attuata la misura.
Come ottenerlo: Il premier ha spiegato che si tratterà di un indennizzo erogato in temi brevi (presumibilmente la busta paga di giugno ed il cedolino pensione o quattordicesima di luglio) e con tempi di recupero semplici ed immediati per i datori di lavoro (al primo possibile conguaglio fiscale possibile).
In base alle anticipazioni, per i dipendenti il bonus arriverà in busta paga. Saranno le imprese ad anticipare il bonus ai propri dipendenti: lo recupereranno poi con le prime scadenze fiscali.
Anche ai pensionati la somma viene versata direttamente sul cedolino, probabilmente in luglio, o per gli aventi diritto con la quattordicesima pensione di luglio.
Non sono ancora chiare, invece, le modalità di erogazione del bonus 200 euro agli autonomi: non si esclude la classica domanda telematica all’INPS, con meccanismo simile a quello già previsto per i bonus Covid.
Come si finanzia: Si tratta anche di una novità rispetto alle anticipazioni sul decreto, che va incontro alle richieste dei sindacati, finanziato soprattutto con la tassa sugli extraprofitti delle imprese energetiche. In pratica, è una sorta di intervento redistributivo per contrastare le anomalie provocate sul mercato dall’impennata dei prezzi dell’energia e dell’inflazione.
Le imprese del settore stanno realizzando extraprofitti in considerazione dell’aumento dei prezzi dell’energia, che invece pesano sull’economia delle famiglie e delle imprese. La tassa sugli extraprofitti sostanzialmente riequilibra l’anomalia, consentendo allo Stato di incassare somme da redistribuire alle famiglie per aiutarle a sostenere il caro prezzi mantenendo il potere d’acquisto di redditi da lavoro e pensioni.

















