
“OPERAZIONE GIOCONDA” DI BRUNO LA PECCERELLA

Un inizio un po caotico quello che vede protagonisti gli attori della Compagnia : “Quelli che le pupe” per la Commedia “ Operazione Gioconda “di Bruno La Peccerella, andata in scena il 12 il 13 e il 14 novembre al Teatro Santa Teresa di Napoli, per la Rassegna Teatrale il Sipario 21/22.
Antonio ed Eduardo sono due “azzeccagarbugli” che pressati dai debiti con i vari enti previdenziali, vessati dai mancati guadagni con i clienti sempre più esigenti e soprattutto terrorizzati dalle minacce del proprietario dello Stadio Legale ( che avanza sei “pisoni” arretrati) decidono di dare una svolta alla loro vita e pensano così di rubare la Gioconda e rivenderla alla iperbolica cifra di 500.000.000 di euro per poi vivere di rendita sull’isola di Bora Bora la fortuna sembra volgere lo sguardo e due improbabili avvocati con un aiuto inaspettato . Il Louvre ormai caduto in miseria ha venduto il suo più grande capolavoro al singolare ,quanto bislacco armatore tedesco Ast Peter facilitando così il colpo del secolo. Trama leggera , scorrevole ,senza troppe pretese per un pubblico che ha ben risposto con applausi e ilarità agli eventi che si susseguivano in scena.

Opinabile -ma non per questa negativa -invece è stata l’impostazione attoriale di Bruno La Peccerella che ha vestito i panni del protagonista Antonio Trinchetti nonché Regista della Commedia e che forse proprio per questo è stato penalizzato . Agitato, quasi al limite dello stato ansiogeno con un modo di muoversi e soprattutto di parlare troppo veloce ed esageratamente concitato per seguire in maniera chiara e rilassata il divenire delle azioni in scena. Senza ombra di dubbio un attore preparato, un regista presente all’interno della commedia come guida verso gli altri interpreti, ma alquanto concentrato su se stesso come attore protagonista . Stellina interpretata da Mariachiara Binetti -con una voce stridente e petulante -ha ben incarnato una fidanzata invadente e pedestre, ma se questo era il messaggio da dover far trapelare attraverso la sua tecnica attoriale ha centrato nel segno; Così come centrato e piacevole è stato Ludwig interpretato da Fabio Riccio . Presenza interessante e con un’ottima ed incisiva padronanza scenica. Da comprende ed analizzare meglio , con una visione successiva della commedia, anche l’utilizzo del dialetto siciliano all’interno di una rappresentazione dal vivo dove ,la cadenza napoletana da una parte e la rigida intromissione hitleriana dall’altra, la fanno da padrona. Richiamo al mondo criminale? rottura degli scemi e della monotonia tra gli atti ,con un inflessione diversa da quella campana? Beh l’obiettivo, così come la risposta finale ai quesiti posti in essere sembrano non del tutto chiari, ecco la caoticità di cui mi riferivo ad inizio recensione . Sta di fatto che la Commedia.”Operazione Gioconda” nel suo complesso ha sortito grande interesse soprattutto in chi si è fatto trasportare con applausi e risate per tutta la durante della pièce.
MARTINA GIUGLIANO

















