
Avellino / Istituto Agrario e per Geometri: Convegno su Patrimonio genetico e sistemi energetici a basso impatto. Il “piano verde”.
L’Ordine degli Agronomi, l’Ordine degli Architetti e Comune di Avellino insieme per lanciare l’importante il messaggio sull’importanza di dover investire competenze tecniche nei territori delle aree interne, che da sfida stanno per trasformarsi in opportunità.
Agronomia, architettura e città di Avellino seduti al tavolo dell’aula magna dell’Istituto Agrario e per Geometri ‘F. De Sanctis – O. D’Agostino’ di Avellino il 22 novembre, in occasione della Festa Nazionale degli Alberi, in un convegno impegnato ad illustrare le linee programmatiche del Piano Verde, attuabile sul territorio irpino.
Presenti il dirigente scolastico l’ing. Pietro Caterini; Gianluca Festa, sindaco di Avellino; Erminio Petecca, presidente dell’Ordine degli architetti di Avellino; Antonio Capone, presidente della ODAF – Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali – di Avellino; Francesco Castelluccio, vicepresidente ODAF di Avellino; Mara Nardiello, consigliere ODAF; Rino Borriello, vicepresidente AIVEP Padova e Parma; gli agronomi Monica Perna e Roberta Cataldo del Gruppo di Lavoro Studio Risorsa Verde; Emma Buondonno, professoressa di architettura dell’Università degli studi di Napoli Federico II, DIARC e assessore urbanistica del comune di Avellino; l’agronomo Giuseppe Freda.
Tutti insieme per lanciare il messaggio sull’importanza di dover investire competenze tecniche nei territori indigeni, ridisegnare e ridefinire secondo i principi della sostenibilità e del green della provincia, ma soprattutto nelle aree interne, che da sfida stanno per trasformarsi in opportunità.
Tra gli impegni del piano programmatico emerge la valorizzazione del patrimonio genetico, finalizzato alla preservazione del patrimonio culturale, e la distribuzione, su tutto il territorio, di una gestione sostenibile della flora, che crei risultati socialmente giusti, ecologicamente solidi ed economicamente validi con la promozione di piani di investimenti.
A dare sostegno alle intuizioni dei tecnici dell’agronomia locale, gli architetti hanno discusso sulle nuove misure rispondenti alle esigenze di riconversione di energie alternative per intervenire, utilmente, a non sacrificare ulteriormente lo spazio rurale a discapitato del territorio agroalimentare.
Nella prossima programmazione, quindi, sarà necessario pensare ad un’architettura a basso impatto ambientale, rispettando le prerogative del Piano del Verde, con la riduzione dell’uso del suolo e la forestazione delle zone interne, soprattutto del castagno e dell’olivo, che sono risorse naturali per le aree di pregio del territorio, perché ne contraddistinguono il paesaggio e l’identità originaria.
Difendere l’ecosistema di origine sarà la condizione necessaria per una convivenza tra la valenza antropologica e commerciale, per una definizione di un’oasi di biodiversità.
Sul Piano Verde, l’architetto Emma Buonadonno ha dichiarato: «Siamo in una fase di revisione e abbiamo iniziato ad illustrare una bozza per avviare un dialogo con le associazioni di categoria, con le istituzioni, ma non solo. Il piano è fondamentale perché strutturerà, si presuppone entro febbraio 2022, le decisioni del piano urbanistico comunale, che si dovrà misurare con l’ambiente per migliorare la destinazione dell’ambiente circostante e abbandonare piani edilizi espansivi. Sarà necessario, quindi, nell’attuazione del piano urbanistico, costruire dei corridoi ecologici che dovranno essere soprattutto di interesse regionale».
«La Festa Nazionale degli Alberi è un’occasione per parlare di verde, sostenibilità e agroalimentare, che ha messo insieme degli esperti per discutere su un corretto sviluppo di un territorio ameno e ricco di risorse da dover valorizzare – ha detto il dirigente scolastico Pietro Caterini, che continua– noi come Istituto intendiamo formare e sensibilizzare in maniera consapevole e competente i nostri allievi».

















