
Parco Archeologico e Naturalistico di Longola di Poggiomarino: Dallo scavo alla ricostruzione…
Un suggestivo itinerario tra archeologia e natura sulle sponde del fiume Sarno. L'impegno dell'Associazione Terramare 3000 per la salvaguardia, la valorizzazione e la conoscenza del sito. Dal Post di Nicola Castaldo del 18 maggio 2021.
Il Parco Archeologico e Naturalistico di Longola di Poggiomarino è un suggestivo itinerario tra archeologia e natura sulle sponde del fiume Sarno.
Scorre silenzioso tra le due basse sponde come circa tremila anni fa il “fiume sacro”, a bagnare ancora la fertile piana agricola che da lui prende il nome. Uccelli acquatici, come ninfe, si aggirano tra i canneti pronti a volare via tra striduli versi o dolci richiami d’amore, al sopraggiungere dell’agile “lontro” che, tra sapienti manovre, procede tra i flutti del serpeggiante percorso fluviale “guidato” da mani esperte

Non molto dissimile doveva presentarsi l’ambiente, quando i “sarrastes”, ricordati da Silio Italico, decisero di insediarsi nella radura acquitrinosa per stare più vicini al corso d’acqua.
Le varie campagne archeologiche, effettuate tra il 2002 e il 2012, hanno riportato in luce parte di un ampio stanziamento protostorico realizzato su piattaforme artificiali di terreno (isolotti), realizzati, con un sistema di “casseformi” lignee di pali verticali e orizzontali a contenimento di materiali eterogenei (ramaglie, pomici, limi, ecc.), per bonificare e rendere abitabile l’ambiente umido.

Al termine dell’ultima campagna di scavo (2011-12) e della rimozione di tutti i livelli antropici antichi, almeno in uno dei due grandi saggi (Saggio 2A), si è proceduto ad una prima fase di musealizzazione dell’area con la realizzazione di due capanne dell’età del Ferro e di parte di isolotti con canali e strutture di arginatura-contenimento, a cui sono collegate strutture ricettive e di uso didattico-espositivo, costruite in legno, secondo il progetto appaltato con bando pubblico dal Comune di Poggiomarino e rientrante nell’ambito dei POR CAMPANIA FESR 2007/2013 – O.O. 1.9 – D.D. 178/2013.

Essendo l’abitato protostorico di Poggiomarino un sito pluristratificato, la scelta operativa ha previsto la realizzazione di una fase di vita di due capanne dell’età del Ferro (MAF 17/42 e MAF 22), edificate e più volte riadattate per quanto concerne l’aspetto plano-volumetrico sull’Isolotto IV, delimitato da un’imponente struttura di arginatura (MAF 28), evidenze indagate con continuità dallo scrivente a partire dalla campagna di scavo del 2004 e, nell’ultima indagine archeologica del 2011, in collaborazione, relativamente alla capanna MAF 22, con la dott.ssa Claudia Bartoli.
Il progetto della ricostruzione delle due capanne è stato curato dall’architetto Emilio Castaldo, sulla base dei dati archeologici rilevati sul campo e documentati dallo scrivente e da Claudia Bartoli, che è stato anche l’esecutore materiale della ricostruzione delle capanne e degli isolotti con la collaborazione della dott.ssa Daniela Citro e l’ausilio degli operai della ditta Vitiello di Pompei, appaltatrice dei lavori, sotto la direzione scientifica della dott.ssa Caterina Cicirelli, funzionario in quiescenza per l’area di Poggiomarino della Soprintendenza Archeologica di Pompei.
Come in altre grandi realtà di parchi archeologici europei, accanto all’esposizione in situ, là dove è possibile, di reperti e strutture rinvenute in loco, è stata prevista la ricostruzione scientifica di due abitazioni protostoriche, che presentano una grande valenza didattica-sperimentale.
L’idea “progettuale” potrebbe contemplare, in futuro, il recupero dei grandi “bacini” in cemento, funzionali al progetto del depuratore, e la loro destinazione a spazi espositivi di parte dei materiali archeologici rinvenuti durante lo scavo (reperti in ceramica, in metallo, in legno e in osso) e di “laboratori” didattico-sperimentali (sperimentazioni di tecniche diverse per il restauro di ceramica, osso, metallo e legno), in cui chi si accinge a diventare archeologo possa sperimentare sul campo quanto apprende normalmente solo sui libri.

Infatti, il sito di Poggiomarino, presenta una complessità di situazioni diverse che ben si prestano ad un intervento che, per finalità, si pone a metà tra la didattica e la ricerca pura, svolta in collegamento con gli istituti universitari.
Si ricorda, inoltre, che a pochi chilometri di distanza è presente il “Parco Archeologico della Preistoria” di San Paolo Belsito, generato dalla tenacia di chi scrive, dove è presente una villa rustica rurale-residenziale di epoca romana e dove è stata ricostruita una capanna dell’antica età del Bronzo, sul modello di quelle rinvenute a Nola a Via Polveriera, località Croce del Papa, che potrebbe rientrare in un circuito didattico-museale insieme all’area archeologica di Poggiomarino.
Un plauso va all’Associazione Terramare 3000 e alla dott.ssa Linda Solino per l’impegno profuso, fin dall’inizio della scoperta, per la salvaguardia, la valorizzazione e la conoscenza del sito.

















