
Verso le Amministrative 2021\ Muccio presenta “Uniti per Sperone”: “E’ un gruppo di amici, che ha deciso di scendere in campo per portare una ventata di novità e di entusiasmo”
Programmazione e sviluppo. Sono i termini cardini del programma politico ed amministrativo dello schieramento politico “Uniti per Sperone”, capeggiato dal candidato sindaco Pasquale Muccio alla sua prima esperienza politica. La lista di Muccio sfida alle prossime elezioni amministrative del 3 e 4 ottobre la lista de “L’Orologio”, formazione politica che vede come candidato alla carica di primo cittadino l’ex fascia tricolore Adolfo Alaia.
Il sindaco uscente Marco Santo Alaia, purtroppo, non si è potuto ricandidare al terzo mandato amministrativo: l’agenda parlamentare ha rinviato la discussione della proposta avanzata dal numero due di Anci, che chiedeva la possibilità di ricandidarsi dopo il secondo mandato nei comuni tra i 3.000 e i 15.000 abitanti e eliminare il limite del terzo mandato in quelli sotto i 3.000 abitanti.
“Uniti per Sperone” è un progetto giovane ed innovativo alla sua prima esperienza politica, ma che negli ultimi anni ha presenziato attivamente l’agorà locale, soprattutto relativamente alla questione del Cavalcavia 22 che ha tenuto banco moltissimo negli ultimi 4 anni. La programmazione e la progettualità sono alla base del programma politico di “Uniti per Sperone”, che pongono le basi per poter guardare già in avanti, proprio tramite lo slogan: <<Sperone 2040, il paese che vorrei>>. Una bussola fondamentale per Sperone e per la forza politica di Muccio sono, appunto, i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, dove si può iniziare a costruire qualcosa di fondamentale per le generazioni future e per la comunità locale. Con i dovuti ed i giusti investimenti la squadra politica capeggiata Muccio vorrebbe cercare di frenare e di attenuare la fuga di cervelli e soprattutto dei giovani, che purtroppo non riescono a rintracciare un barlume di speranza e di possibilità sul territorio e per il futuro, soprattutto nel Sud Italia.
Massima centralità ed adesione anche l’eventuale conformazione e costituzione della Città del Baianese e dell’Alto Clanio, che ormai non resta solamente un’utopia ed un lontano miraggio. Uniti per Sperone concretizza come unica strada e soluzione l’Unione del Baianese per poter iniziare a realizzare qualcosa di importante per il territorio, riuscendo a definire una realtà definita ed importante senza inutili e sterili protagonisti che ormai non sussistono anche più nel 2021.
Per Lei è la sua prima esperienza politica ed amministrativa. “Uniti per Sperone” è un progetto giovane e quindi, allo stesso tutta la componente politica. Come mai la sua discesa in campo per la prima volta e del suo schieramento?
“<<Uniti per Sperone>> è un gruppo di amici speronesi, che ha deciso di scendere in campo per portare una ventata di novità e di entusiasmo, cercando di ringiovanire un po’ la politica speronese. È un gruppo che nasce nel 2017 con la vicenda della chiusura del Cavalcavia 22, ritrovandosi così a fronteggiare un’emergenza: era quella dei contadini, i quali non potevano usufruire del passaggio per accedere ai propri terreni. Da questo disagio si è combattuto una battaglia, che è stata comunque vinta assieme, ma anche da tutti coloro che hanno partecipato ed hanno dato vita a questa protesta. Adesso c’è la volontà di proseguire questo percorso, avendo svolto quattro anni di attività politica come la gestione del verde pubblico, il nuovo pozzo, l’impianto sportivo cittadino ed ultimamente anche la possibilità- speriamo di no- del passaggio all’Alto Calore. È nata da questa esperienza l’idea di formare una lista. Ci sono state delle difficoltà, perché comunque non è facile formare una lista a Sperone, alternativa all’Orologio e alla famiglia Alaia.”
È una scelta di coraggio di schierarsi come alternativa, dato che comunque l’Orologio è molto consolidata sul territorio locale?
“E’ una scelta coraggiosa sicuramente. È una scelta in prospettiva: cerchiamo di mettere un seme per il futuro per far germogliare veramente qualcosa di importante. Il nostro sguardo è rivolto già al prossimo ventennio amministrativo, tanto è vero che lo slogan è: <<Sperone 2040, il paese che vorrei>>. Si hanno delle idee e delle proposte che già sono state dette pubblicamente più volte e che si spera che possano essere messe in campo da noi, se si vincano le elezioni o anche raccolte perché no dall’altra componente politica. Sicuramente c’è il coraggio, ma si ha anche una visione: non è solamente una scelta improvvisata.”
La Città del Baianese e dell’alto Clanio è ormai un tema che si dibatte da anni. Concretamente Sperone è stata una delle capofila, che ha già dato la massima disponibilità assieme ad Avella e Baiano?
“Questo obiettivamente è un dato oggettivo. È una pecca che l’Unione dei Comuni si porta avanti ormai da due anni, capisco anche la questione riguardante la pandemia, ma si bisogna accelerare sulla fusione assolutamente. Per ora ho sentito solamente chiacchiere, perché giustamente come mi ricordava Lei ed anche il candidato sindaco della lista opposta Adolfo Alaia già agli inizi degli anni ’90 si parlava dell’Unione dei Comuni. Dagli inizi degli anni ’90 al 2021 sono trascorsi trent’anni e purtroppo, siamo ancora così. Dipendesse da me, la farei domani mattina la fusione, perché si hanno tutte le possibilità e le carte in regola per poter fare la fusione tra quantomeno tra Baiano, Sperone ed Avella. L’ho detto anche già nella presentazione della lista, ci sono tanti fattori in comune e c’è anche la necessità di poter andare in Regione Campania e dire che siamo la “Città del Mandamento-Baianese”. Il nome è importante, però, è la forma e la sostanza di unire questi tre comuni è importante.”
Si può creare qualcosa col turismo, cercando di valorizzare e di creare delle tematiche apposite per il Majo?
“È chiaro che la Fusione dei Comuni è fondamentale e si ha maggiore voce in capitolo presso le istituzioni. Il Majo è un’attrazione e non solo il recupero del patrimonio artistico-culturale, le feste patronali attive in queste zone possono attirare turismo, ma se non si parte con la fusione credo che non si andrà da nessuna parte. Per questo motivo batto su questa tematica e sono fiero di essere speronese, però, siamo nel 2021 e si deve cercare di valorizzare sempre di più queste zone attraverso questa fusione…poi, se non si fa o se si farà tra dieci anni o venti anni, si deve cercare di lavorare come Sperone su questa problematica. Il turismo, l’ho detto prima, si attiva promuovendo i siti d’interesse e recuperando il patrimonio storico culturale. Il punto fondamentale è la fusione, perché si può essere più forti presso le istituzioni e si può richiedere attraverso progettualità finanziamenti anche per il turismo”
Sperone ed il Baianese hanno perso tante opportunità, non dibattendo su questo tema così come sulle chance dell’Unione Europea.
“C’è mancanza di progettazione. È un dato di fatto ed è oggettivo: Sperone non ha assolutamente avuto una prospettiva, perché c’è da dire che nell’ordinarietà l’Amministrazione Comunale guidata da sempre ormai dall’Orologio ha dato i suoi frutti, ma dall’altro canto si deve capire che c’è una mancanza di visione progettuale. I fondi dell’Unione Europea ci sono per tutto ad esempio per il giardinaggio, decoro urbano o il lavoro giovanile. Bisogna saper progettare e quindi, questa è la vera mancanza; è proprio qualcosa che manca a Sperone ed effettivamente non c’è. Uniti per Sperone si propone di avere un team speronesi di professionisti, che lavoravano in Italia settentrionale e si occupano proprio di reperire fondi della Comunità europea mediante progetti. Se non vengono coinvolti, Sperone rimane indietro su questo ed è indietro. La colpa non è nostra, ma la responsabilità è di chi amministra e quindi, anche dell’Amministrazione uscente.”
Si può dire che Sperone ha perso tanto in questo tempo…
“Ha perso tanto tempo e non c’è progettualità. I fondi della Comunità Europea ci sono e non vengono spesi, perché non si presentano progetti. Il problema è che non si coinvolgono professionisti validi sul territorio e ci sono. Si rimane purtroppo, indietro. Un esempio è con le barriere architettoniche: non è possibile che un disabile debba alzare la carrozzina in alcuni punti del paese. Anche per le mamme, insomma, che portano a spasso i propri bimbi con le carrozzine e non si riesce a proseguire il tragitto senza intralci. L’Unione Europea finanzia anche questo. Non è possibile che nel 2021 il campo sportivo sia sempre aperto ed una persona viva nei bagni pubblici. Non è possibile ad esempio, che una realtà importante come la Peluso Academy vada a fare sport da un’altra parte. La Peluso Academy è un’eccellenza speronese e quindi, la sua attività è nota a tutti e non la devo ricordare certamente io. A Sperone, però, non ha lo spazio che merita secondo me. Bisogna ripartire dall’eccellenze, chi merita deve poter dare un contributo a questa comunità. Se vengono isolati tanti professionisti e tante menti eccelse, questo paese rimane indietro. È inutile perdere altro tempo, quindi, per questo si chiede il contribuito agli speronesi e l’opportunità di mettersi alla prova, poi tra 5 anni se non si sarà bravi, gli speronesi bocceranno Uniti per Sperone e di conseguenza, si valuterà la possibilità di non ripresentarsi. Ci sia data l’opportunità almeno una volta di poter lavorare per il nostro paese.”
Il tema delle generazioni future e della fuga di cervelli di tanti giovani locali, che purtroppo non trovano speranza…
“Questo è tutto collegato. Se non c’è stata una visione di paese e non c’è progettualità, i ragazzi vanno via. È chiaro se non c’è lavoro vanno via. Questo non è solo un problema di Sperone, ma anche in generale del Meridione. È un punto centrale e fondamentale dell’attività amministrativa, perché si punta al recupero del nostro patrimonio artistico culturale. Se ad esempio si recupera la Fontana di Sperone o la Cappella di Sant’Elia e la si propone come meta turistica, penso che qualcosina si riesce sempre a fare, però, se in questo momento in questi luoghi importanti come ad esempio la Fontana di Sperone non vi si trovino nemmeno i cassonetti per la spazzatura. Si deve partire dall’ABC proprio.”
Tante sono state le sue denunce, anche tramite i social, dove la Fontana di Sperone è stata vandalizzata e dimenticata…
“È stata abbandonata a sé stessa e la responsabilità deve essere chiara: è di chi ha amministrato in questi anni. Io ho contribuito alla salvaguardia e alla pulizia, ma anche grazie ad altri amici, tra l’altro uno per l’altro è candidato nella lista de <<L’Orologio>>. Il problema è il degrado. Se si abbandona il paese, è chiaro che poi, non si può più recuperare. Si è perso tempo e questa è un’altra brutta situazione e pecca dell’amministrazione comunale. Nulla di personale, ovviamente, contro nessuno, né il sindaco uscente e né nei confronti del candidato a sindaco de “L’Orologio”. C’è massima stima, è bene sottolinearlo. I fatti, purtroppo, secondo me sono questi.”
“Mi permette un passaggio sul nuovo pozzo?”
Prego…
“Sul pozzo si è a favore. È chiaro che come cittadinanza si è avuto qualche problema e c’è stato un incremento demografico e quindi, si è reso necessario l’attivazione di un nuovo pozzo. Da quello che so, appunto, ed i nostri componenti della lista hanno potuto aver modo di leggere è che in località Scampo qualche anno fa era presente una discarica. Non dove è stato realizzato il pozzo, ma in quella zona. Anche su questa situazione l’Amministrazione comunale uscente ed il candidato sindaco dell’Orologio o chi vuole deve dare delle spiegazioni. Non a noi, ma alla cittadinanza.”
I comuni di Avella, Sperone e Baiano rischiano di perdere l’<<indipendenza idrica>> e quindi, il passaggio ad Alto Calore sembra essere obbligatorio. L’Ente di Corso Europa non sta vivendo uno dei momenti più facili, dopo soprattutto la richiesta di fallimento alla Procura di Avellino.
“Ha fatto domanda e risposta, nel senso che non c’è la volontà politica di creare qualcosa per evitare il passaggio ad Alto Calore. Bisogna unire le forze e sperare di fare presto, perché si è in ritardo anche su questo. Ci si doveva muovere già prima, perché lo si sapeva.”

















