AREA NOLANAPOLITICA

Marigliano / La scomparsa di Sebastiano Sorrentino: Un’attiva presenza istituzionale per la città e l’area nolana

Consigliere regionale per tre legislature nel segno del popolarismo democratico, è stato dinamico uomo di lavoro e d’impresa, alla guida dell’azienda familiare.

Gianni Amodeo-28.12.2020- Una persona dabbene, aperta e disponibile all’ascolto sereno, nel conversare pacato sui temi sociali e di elevazione civile delle comunità locali che tanto lo appassionavano. E profondamente umile e semplice, com’è nella natura e nel temperamento degli uomini che costruiscono da soli, con le proprie mani, il proprio destino, il proprio pensare e sentire nell’operosa e civile convivenza. Erano – questi – i tratti, con cui si connotava Sebastiano Sorrentino, grande lavoratore e attento imprenditore alla guida dell’azienda familiare, specializzata nella lavorazione di marmi e graniti, che ha rappresentato tanta parte della sua vita. Un impegno, quello per il lavoro, che ha vissuto  con meticolosità e cura da sempre nella quotidianità, con la stessa dedizione e intensità che era solito profondere nell’azione politica.
Una presenza di onesta laboriosità, la sua, per la città e per l’area nolana, che la perfida e vorticosa  Sars-CoV-2 ha colpito e sottratto all’affetto dei familiari e di coloro che ne hanno conosciuto amicizia e in sincerità di relazioni. E già nel maggio del 2013, Sebastiano Sorrentino era stato duramente e fortemente colpito negli affetti e nei sentimenti per la terribile morte incontrata dalla figlia Annamaria insieme con il marito, Salvatore Monda e i tre i  nipoti, Vittoria,Gaetano ed Angela in un tremendo incidente automobilistico sulla “statale” del Vesuvio; una ferita profonda, che ne aveva scosso la fibra morale e mai rimarginata, a cui lo scorso aprile  era seguita a settant’anni la morte della moglie prediletta, Angelina Cerciello.

L’uomo delle istituzioni e il politico
Nella linearità e chiarezza della visione della vita e della realtà sociale, a cui si rapportava,  Sebastiano Sorrentino si ispirava agli ideali del popolarismo democratico, matrice identificativa della Democrazia cristiana e di quel  Partito popolare italiano, ch’era stato fondato da don Luigi Sturzo nel primo Novecento e ri-costituito a metà degli anni ’90 – dopo la travagliata trasformazione del Partito scudocrociato, per effetto della “tangentopoli” giudiziaria che scardinò il sistema dei partiti della cosiddetta prima repubblica – a cui aveva aderito con ferma convinzione. E nelle tornata  del 1995 per la sesta legislatura risultò tra i consiglieri regionali della Campania eletti con il maggior numero di voti, in rappresentanza dei “popolari”, con l’on.le  Antonio Rastrelli, di Alleanza nazionale, alla presidenza della Giunta di palazzo Santa Lucia; e sempre in rappresentanza dei “popolari” venne eletto, con larghezza di consensi, per il secondo mandato consecutivo, nella settima legislatura 2000-2005, con l’on.le Antonio Bassolino, alla presidenza della Giunta regionale.

Un ciclo importante e significativo per Sorrentino, che fornisce importanti e qualificanti prove della personale incisività di caratura politica e interessanti proposte per lo sviluppo regionale, presiedendo la commissione per la programmazione,l’agricoltura, il turismo e altri settori produttivi. Nell’ottava legislatura, 2005-2010, Sebastiano Sorrentino, conseguì il conferimento del terzo mandato elettorale nell’assemblea regionale, in rappresentanza de La Margherita-Democrazia è libertà, la formazione politica, che nel 2007 confluirà, insieme con i Democratici di sinistra, nel Partito democratico, il soggetto politico, ideato e concepito quale elemento d’intersezione della tradizione e della storia politica dei due Partiti di massa, quali sono stati la Dc e il Pci fino agli anni del Crollo del Muro di Berlino nel 1989; elemento d’intersezione da proiettare nei tempi della società multiculturale e globale, mentre il cuore delle dinamiche geopolitiche del XXI secolo pulsano sempre più sulle coordinate produttive dell’Asia, privilegiando le rotte dell’ Oceano Pacifico. E della fase di nascita e formazione del Pd nell’area nolana, Sebastiano Sorrentino è stato certamente un testimone autorevole e protagonista e in più riprese nei convegni e dibattiti aperti che si svolsero a Nola, San Vitaliano e Marigliano, con filo conduttore costituito dalle modalità che avrebbe dovuto assumere l’intersezione generatrice del nuovo soggetto politico, per essere reale e vitale,evitando che fosse una fusione a … freddo e senza anima,tra mondi ch’erano stati a lungo e in gran parte contrapposti. Una fusione di … poteri.

Un itinerario fatto di capacità pragmatiche e di felici intuizioni, con tanta volontà di conoscere, per ben fare, senza presunzioni e deteriori protagonismi; un itinerario, quello ch’è stato compiuto da Sebastiano Sorrentino nel Consiglio regionale della Campania, a cui avevano fatto da viatico e, al contempo, da complemento sperimentale le funzioni di amministratore, da consigliere comunale ora di maggioranza, ora di minoranza, e per qualche anno da assessore, nella città natia, Marigliano che dagli anni ’90 ai nostri giorni ha del tutto smarrito la bussola del buon governo di sé e del proprio territorio; quel buon governo della città tanto auspicato e voluto, per il quale proprio Sebastiano Sorrentino s’era espresso con calda passione e le generosità di sempre nella Lettera aperta indirizzata alle cittadine e ai cittadini, alle associazioni, nello scorso agosto, in vista delle elezioni amministrative del 20 settembre, dopo lo shock innescato dalla vicenda complicata e intricata che a luglio aveva condotto il sindaco Antonio Carpino agli arresti domiciliari con la grave accusa – formulata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli – di collusione con i clan di camorra nella gestione dell’amministrazione comunale. Una Lettera aperta, che Sorrentino aveva scritto, uscendo dalla sfera del silenzioso riserbo di vita privata e personale che s’era ritagliato, dopo i lutti patiti e sofferti negli ultimi anni, rendendosi disponibile per “contribuire ad un cambiamento di rotta e di passo. Una disponibilità a unire e non a dividere. Perché il tempo e lo spazio di Marigliano hanno bisogno di concretezza ed esperienza”.

Auspicava, in pratica, la formazione di una coalizione civica di ampio respiro, che superasse gli ottusi radicalismi e particolarismi, che hanno punteggiato la vita della città di tutti questi anni, con frequenti crisi amministrative senza ritorno e un inverecondo  balletto di gestioni commissariali del Palazzo comunale. Un auspicio di normalità e crescita che Marigliano, città media con una popolazione di oltre 30 mila abitanti, merita. E che resta di calzante attualità. Il modo migliore, per onorare la memoria di Sebastiano Sorrentino, è la capacità di tradurre in concreto la sua volontà. Una svolta – il “cambio di rotta e passo”, invocato nella Lettera di cinque mesi fa – che spetta certamente alla compagine amministrativa eletta a settembre,con Iossa sindaco,interpellando anche e soprattutto l’intero ceto politico e le articolazioni associative della città, ponendo al bando personalismi e sciocchi particolarismi che, se salvaguardano gli interessi dell’immediatezza, alla lunga sono penalizzanti per chi li persegue, oltre che per la città.

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