
Pomigliano d’Arco / Liceo “Vittorio Imbriani”: Laboratorio di arte contemporanea dove la scuola incontra la creatività
Progetto PON proposto dall’istituto a studenti d’ogni età, con tutor la prof. essa Margherita Romano e referente il prof. Massimiliano Coppola. Hanno partecipato ben 22 ragazzi.
Daria Romano – Al Liceo classico-scientifico “Vittorio Imbriani” di Pomigliano d’Arco, quest’anno, la storia dell’arte, disciplina tanto accattivante quanto, purtroppo, altrettanto sottovalutata, ha preso finalmente, come si suol dire, una “nuova piega”, grazie al progetto PON “Laboratorio di arte contemporanea” proposto dall’istituto a studenti d’ogni età, con tutor la prof. essa Margherita Romano e referente il prof. Massimiliano Coppola.
“Armato” di tele e pennelli, album da disegno ed acrilici, un gruppo di ben ventidue ragazzi si è “arruolato” volontariamente all’esperienza, partendo da una base di nessun genere di prerequisito richiesto, ad eccezione della viva curiosità, in questo caso artistica, e la risoluta intraprendenza di tutti coloro che con cieca fiducia hanno osato, saltando nell’ignoto.
Hanno preso parte al progetto–iniziativa: Cassia Caturano, Francesca Castaldo, Chiara Cennamo, Giulia Cozzolino, Giuliana Cennamo, Maria Francesca Del Giudice, Raffaella Gambi, Simona Grottola, Sofia Martinelli, Ekaterina Loboda, Emanuela Orbinato, Marika Pannone, Claudia Passeggio, Daria Romano (la scrivente), Alice Urbano, Felice Romano, Letizia Grazia Romano, Chiara Cucciolito, Giovanna D’Andrea, Chiara Palma, Sofia Marone, Elisabetta Russo.
Ogni singolo piccolo artista emergente ha saputo cogliere immediatamente la chance offertagli, vera e propria possibilità di evasione dall’opprimente monotonia della comfort zone da studente-di-arte-teorica, per cimentarsi nel creativo mondo dell’applicazione pratica: tutti si sono ritrovati alla fin fine, nonostante gli “arsenali” messi a loro disposizione, “disarmati”, perché, come Albert Camus ci dice: “Se il mondo fosse chiaro, l’arte non esisterebbe”.
Background dell’esperienza la scoperta e la visita di celebri siti del panorama campano: il Complesso archeologico delle Terme di Baia, la Casina Vanvitelliana ed il MIA, Museo Immersivo ed Archeologico di Avella, accompagnati nell’occasione dal direttore del Gruppo Archeologico Avellano “Maiuri” ODV, prof. Pietro Luciano, una delle numerose Associazioni che hanno dato il proprio contributo alla buona riuscita del progetto.

Ma il reale punto di svolta della stessa esperienza è stata la riscoperta, in un’ottica piacevolmente sorprendente, di luoghi già familiarmente noti alle più giovani generazioni pomiglianesi: una volta piazze, parchi e strade, ora adibiti alla funzione di “atelier”, per una praticissima pittura en plein air.
Valori non perduti, ma sicuramente offuscati da due anni di rigido lockdown e altrettanto estenuante distanziamento sociale, attraverso il progetto, hanno finalmente avuto modo di riaffiorare: manualità, inventiva e creatività, amicizia e solidarietà; tempere e pennelli prestati, idee condivise, nuove amicizie fiorite… Il perfetto brainstorming space.
Non ci resta che confidare in una palingenesi scolastica post-covid e sperare che più progetti di questa natura vengano proposti e realizzati.
La mostra finale del progetto “Sorbus”, a cura di Massimiliano Coppola e Raffaele Avella, è stata inaugurata il 6 aprile e chiusa il 7 maggio 2022, presso lo Spazio Amira, a Nola. All’inaugurazione è stato presente anche l’artista Vittorio Avella che si è complimentato per l’iniziativa e con i ragazzi.
Chiaramente, ventidue le tele esposte, meno prevedibilmente, nessuna di esse d’impronta artistica minimamente simile ad un’altra: action painting, graffitismo, espressionismo astratto e tracce di Rothko, K. Haring, A. Burri… Il tutto schiacciante prova del fatto che non giocando, ma creando si impara.

















