Finisce la storia della S.S. Felice Scandone: dichiarato il fallimento dal Tribunale di Avellino
E’ calato il sipario sulla storia della S.S. Felice Scandone 1948, che dopo 73 anni vede cancellarsi definitivamente il passato. Dopo due anni di pura mortificazione e strazio per la compagine biancoverde prima con l’auto-retrocessione dalla Serie A alla Serie B per volontà di De Cesare prima dall’abbattersi della bufera Sidigas, poi, il successivo passaggio di “affidamento sportivo” al Sindaco Festa con l’iscrizione sul filo del rasoio alla Serie B e il decadimento finale con la retrocessione in Serie C Gold, si conclude, purtroppo, nei peggiori dei modi la gloriosa storia della principale compagine del basket avellinese.
Il Tribunale di Avellino ha dichiarato il fallimento della Scandone nella mattinata di oggi, dopoché precedentemente gli avvocati Achille e Fabio Benigni avevano giocato l’ultima carta del concordato in bianco, per poi, essere sollevati dall’incarico; nelle ultime settimane è stato disatteso il piano.
Il Palazzo di Giustizia irpino, dopo aver preso atto della rinuncia della Scandone, seguita successivamente dai nuovi legali Marcello Penta e Maria Laura Rosa e dal liquidatore Goffredo Solimeno. Sono stati poi, nominati con la nomina del giudice e dei curatori i tempi per presentare tutta la documentazione utile dei bilanci e dei creditori.
E’ atteso, invece, per la giornata di oggi il verdetto del Consiglio Federale della Federazione Italiana Pallacanestro per stabilire l’iscrizione delle società ai prossimi campionati; nodo molto cruciale per la neo-nata Del.fes. La società capeggiata dal primo cittadino Gianluca Festa nelle ultime settimane ha provveduto ad acquistare il titolo sportivo di Serie B della neo-promossa Fortitudo Roma, ma l’accordo tra le parti sarebbe avuto troppo tardi, anche se avvenuto secondo i canonici tempi previsti. La possibilità di rivivere e rivedere la palla a spicchi ad Avellino è solamente mediante la Del.fes, potendo assaporare nuovamente il parquet di Serie B e magari provare a giocarsi le carte per la promozione in A2.

















