CALCIO

Avellino\ Le ultime tragicomiche 36 ore dall’esonero alla riconferma di Piero Braglia

Monterosi-Avellino 2-1, una sconfitta che pesa ancora come un macigno per la formazione irpina. A distanza di 48 ore, la disfatta di Viterbo ha suscitato (per certi aspetti) i primi segnali di un andamento stentato, se non steccato rispetto alle aspettative del pre-campionato presupposte dalla riconferma di Piero Braglia e di Salvatore Di Somma. In sette giornate di campionato, la compagine biancoverde ha collezionato otto punti, di cui solamente una vittoria, sei pareggi ed una sconfitta, rimediata proprio contro i laziali domenica scorsa, tralasciando la magra figura contro l’Ancona-Matelica in Coppa Italia di Lega Pro. L’attacco biancoverde si è sbloccato solamente contro il Monterosi con la rete di Gagliano, che ha regalato il momentaneo pareggio, mentre le reti nelle altre occasioni sono arrivate dal centrocampo e dal reparto difensivo. Insomma, sono state tutte una serie di indicazioni, che hanno spinto la dirigenza biancoverde ad una serie di riflessioni, se cambiare o meno la guida tecnica.

Come solito, a pagare è sempre il tecnico, se i risultati non arrivano così come anche il direttore sportivo per una legge non scritta del calcio. Nelle trentasei ore che hanno anticipato la conferenza stampa di Angelo Antonio D’Agostino presso la sala stampa del “Partenio-Lombardi”, il numero uno del sodalizio irpino aveva “per certi aspetti” silurato il tecnico toscano, mentre il direttore sportivo Salvatore Di Somma stava sondando altre alternative. Di Somma aveva contatto come possibili sostituiti di Braglia: Pedalino, reduce dall’esperienza di Juve Stabia, Boscaglia ed infine, Vivarini. Il fattore comune di questi tre tecnici? Tutte e tre le alternative utilizzano come modulo il 3-4-3 o il 4-3-3, riferimento attorno a cui è stato modellato l’organico dell’attuale U.S. Avellino. Oltremodo, i tre allenatori contati dal direttore stabiese hanno richiesto un biennale.  Proprio Vivarini, recentemente alla guida della Virtus Entella, sembrava essere proprio il nuovo trainer dell’Avellino e pronto a firmare un accordo biennale con gli irpini, ma alla fine è arrivato il dietrofront della dirigenza. Con un colpo di scena, D’Agostino ha riconfermato nuovamente Braglia in conferenza stampa, che, però, fino a lunedì pomeriggio era stato “esonerato” in diretta televisiva dal numero uno biancoverde, a seguito dell’elezione a sindaco di Montefalcione.  Il presidente dell’Avellino ha poi, giustificato le proprie dichiarazioni come un momento di “foga elettorale”. Una delegazione di calciatori, come confermato dallo stesso Di Somma in conferenza stampa, hanno incontrato D’Agostino e richiesto di dare ulteriore fiducia a Piero Braglia in un momento di difficoltà.

Cosa ha spinto la società a richiedere questo dietrofront inaspettato? L’ha spiegato, appunto, D’Agostino ai cronisti nella sala stampa del “Partenio”: “Siamo abituati a metterci la faccia sulle cose che facciamo. La classifica non ci piace, l’ultima partita è andata male. Ma era giusto fare un incontro da parte nostra per analizzare il proseguo della stagione. A me piace un progetto a lungo termine. Ho pensato in queste ore, a quello che potesse essere anche un cambio di allenatore. Dopo delle riflessioni, abbiamo deciso che in questo momento non vogliamo cambiare, ho fiducia in mister Braglia, che è stato confermato due mesi fa. Sono sicuro perché non abbiamo mai sbagliato. Nella mia vita non ho mai fallito su nulla e anche questa volta non falliremo. E’ un momento di crisi, non ci nascondiamo, ma lo supereremo. Nonostante sia un periodo molto complicato, abbiamo deciso di continuare in questo modo. Il progetto è importante e rimane tale”.

Sulle dichiarazioni rilasciate alla vincita delle elezioni a Montefalcione: ”Ieri nella foga di rispondere avevo detto che avremmo pensato anche di cambiare il tecnico ma dopo una riflessione interna, abbiamo deciso di fare marcia indietro. In questo momento non bisogna ragionare di pancia ma di testa. Tenendo l’allenatore vuol dire che il progetto va avanti e noi ci crediamo. E’ opportuno insistere su questo. Mister Braglia non è l’ultimo arrivato. E’ uno che ha vinto tanto in questa categoria. Meglio di lui non c’era nessuno, al momento. Siccome ritengo che non sia giunto il momento per scegliere un ripiego, ritengo opportuno continuare con Braglia”. 

La gara di sabato contro il Virtus Francavilla sulla possibilità di un’ultima spiaggia per il tecnico toscano: “Oggi non siamo nelle condizioni di fare una scelta drastica. Dovesse andare male con il Francavilla vedremo. Oggi (ieri per chi legge, ndr) dopo 36 ore di analisi abbiamo deciso che non è ancora il momento di cambiare. Siamo a 9 punti dalla prima e credo che possiamo ancora recuperare punti. Non siamo ancora nelle condizioni tali da dire salvare il salvabile. Per fare eventuali altre scelte dobbiamo avvicinarci a dicembre, quando poi aprirà il mercato. Io non sono uno che depone le armi, ma qualora decidessimo di cambiare dobbiamo avvicinarci a dicembre, quando poi chi subentrerà potrà cambiare qualcosa che magari non gli piacerà”.

Su Braglia: “Il mister crede nella squadra e negli obiettivi che ci siamo prefissati a inizio stagione. Noi siamo una società importante, Braglia ha una grande storia, lo ha dimostrato e siamo certi che lo dimostrerà ancora, fino a quando magari si arriverà ad un punto di rottura che ci auguriamo non arrivi”.

Salvatore Di Somma, presente assieme al presidente dell’Avellino in conferenza stampa, ha preso parola, spiegando il momento complicato, che la formazione irpina sta vivendo: “Siamo convinti di sbrogliare la matassa, per quanto riguarda l’allestimento della squadra, in tutte le situazioni abbiamo cercato di accontentare Braglia, in base ai sistemi di gioco. Inizialmente mi ha detto di voler giocare con il 3-4-3 o con il 4-3-3 e sono convinto di aver preso i calciatori giusti per giocare con questi moduli. Rifarei le stesse cose, senza ombra di dubbio. Abbiamo accontentato Braglia in tutto e per tutto.”

Sui nuovi innesti arrivati nella sessione estiva del mercato: “Scognamiglio e Sbraga sono stati presi per alternare i due sistemi di gioco. Il 3-5-2 è necessario per gli infortuni di Di Gaudio, Micovschi e Kanoute. Braglia si è ritrovato costretto a mettere qualche giocatore in ruoli non propri, ma solo durante il ritiro è venuta fuori l’intenzione di cambiare e adottare quei due sistemi di gioco. C’è stata la telenovela di Micovschi, i tempi si sono allungati notevolmente, mentre Di Gaudio è arrivato a fine mercato. Purtroppo non c’erano gli esterni che volevamo portare ad Avellino. Avevamo contattato e trattato Chiricò, ma le cifre erano alte. Gli obiettivi iniziali erano Micovschi e Kanoute, Di Gaudio è venuto dopo, ma Braglia non ha mai avuto la possibilità di averli tutti a disposizione. Di Gaudio è recuperato, Micovschi è pronto, quindi si potrebbe giocare come vorrebbe Braglia.”

Sull’attaccante di razza, che sarebbe dovuto giungere in Irpinia: “Era giugno e dovevamo fare il 3-5-2, ma Braglia ci ha comunicato di cambiare il modulo. Il mercato l’abbiamo fatto in sintonia, ma in quel momento non avevamo ancora incontrato Braglia, quindi forse è stato un errore mio. Non c’è nessun colpevole, i risultati non sono arrivati, ma l’unica partita che abbiamo toppato, dove mi sono vergognato, è stata domenica a Viterbo. Contro il Campobasso abbiamo sbagliato il primo tempo, ma nella ripresa abbiamo preso due pali. A Castellammare avremmo meritato di più, col Latina siamo rimasti in dieci uomini, ma nella ripresa c’abbiamo messo voglia per vincere la partita. Col Catanzaro il mister ha scelto di cambiare strategia, sperando di far venire fuori l’avversario per colpirlo di rimessa. Ma anche in questo caso, nonostante una prova non eccelsa, abbiamo avuto delle occasioni per vincerla. Ci può stare il pareggio col Catanzaro, l’unico flop è stato col Monterosi, una squadra modesta e in dieci uomini.”

Di Somma prosegue, evidenziando come ci sia stata la richiesta di alcuni calciatori di proseguire con fiducia condizionata di Braglia: “Alcuni calciatori sono venuti in sede a parlare con il presidente. Loro sono legati all’allenatore, soprattutto chi c’era l’anno scorso. Si sentono responsabili del momento, ci hanno chiesto di tenere Braglia, perché sono convinti che ci sarà una svolta. Ma non hanno deciso niente, le decisioni le ha prese la società. Braglia è consapevole di aver commesso qualche errore, li facciamo tutti e ci confortiamo a vicenda. Ma è anche consapevole di poter dare una svolta a questa stagione. La scelta di confermare Braglia è condivisa con il presidente”.

Non si è fatta attendere, di poco, la presa di posizione della Curva Sud dell’Avellino a seguito delle scelte della dirigenza di confermare la guida tecnica a Piero Braglia e quella di Salvatore Di Somma: “Amiamo fare le cose con calma, meditare e ponderare bene le nostre scelte…Dopo la conferenza stampa della proprietà, siamo giunti ad una semplice conclusione. Questa società non ha alcuna programmazione e si riempie la bocca di belle parole che per noi, ormai, non hanno alcun significato. Il progetto non esiste, come non esiste riconfermare Braglia e Di Somma, e mettere in tribuna i 5 infami che sono andati in società a chiedere la conferma del tecnico per interessi personali. Si è preferito non dare interesse alle rimostranze di una intera tifoseria, assecondando invece dei luridi mercenari. Complici con il tecnico e il direttore di questo schifo. Nella vita si fanno scelte e la proprietà ha scelto di stare contro di noi, da oggi non faremo più sconti a nessuno. E’ finito il tempo di essere buoni e comprensivi. E’ finito il tempo del dialogo. Da oggi avrete quel che meritate luridi accattoni.”

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