CAMPANIACRONACHE E DINTORNICULTURAi personaggiIERI

Avellino/Circolo della Stampa: Incontro su “La Venere di Avellino” per ricordare Carlo Franciosi

Un momento di memoria e di riflessione, dedicato alla figura di Carlo Franciosi, si è tenuto ad Avellino mercoledì 6 maggio 2026.

Il tema dell’incontro, “La Venere di Avellino”, è risultato un appuntamento che ha unito cultura e ricordo nel segno della valorizzazione del patrimonio locale.

L’evento, organizzato nel capoluogo irpino, ha visto svilupparsi, dopo la relazione introduttiva di Gerardo Troncone, un confronto aperto tra studiosi e protagonisti della vita culturale del territorio, quali Lello Barbarisi, Mario Ciarimboli, Giuseppe D’Amore e Claudio Rossano.

L’iniziativa, inserita nel solco delle attività culturali che mirano a mantenere viva la memoria di personalità che hanno contribuito alla crescita intellettuale e sociale della comunità, ha posto al centro dell’incontro il tema della “Venere di Avellino”, simbolo identitario e spunto per approfondimenti storici e artistici.

E’ stato un’occasione per cittadini, appassionati e studiosi di ritrovarsi e condividere un momento di approfondimento culturale, nel ricordo di Carlo Franciosi e del suo legame con il territorio.

La Venere di Avellino –  Secondo Gerardo Troncone per “la nostra bella statua della Dogana di Avellino è agevole constatare la quasi perfetta corrispondenza fra la statua avellinese e quella siracusana, che rimanda un unico archetipo.

Nel tentativo di individuare in letteratura l’opera “capostipite” della Landoline, e quindi anche della “Venere di Avellino”, il pensiero corre a Plinio il Vecchio e alle due statue di Afrodite scolpite intorno al 360 da Prassitele e offerte per lo stesso prezzo agli abitanti di Coo, che avrebbero scelto fra le due di acquistare l’Afrodite vestita, mentre l’altra, che rappresentava la dea completamente nuda, sarebbe stata poi acquistata dagli abitanti di Cnido.

S’affaccia così l’ipotesi, di grande suggestione, che sia la Venere Landolina che quella di Avellino, siano molto vicine, forse ancor più di quanto osiamo immaginare, all’archetipo comune da identificare proprio con la Venere vestita di Plinio ovvero con la mitica Venere di Coo, a tutt’oggi non ancora identificata. Se così fosse, ma qui la parola passa doverosamente agli esperti, la Venere di Avellino avrebbe dischiuso una nuova pagina nella storia dell’Arte”.

Carlo Franciosi –  Ci ha lasciati il 9 novembre del 2025. E’ stato un archeologo instancabile e uno studioso rigoroso. Ha dedicato la vita alla ricerca, alla memoria e alla cultura del suo territorio, lasciando un vuoto profondo nel mondo culturale irpino.

La sua opera, che si estende da Carife a Frigento, da Abellinum ad Aeclanum, resta testimonianza di un impegno appassionato per la tutela e la valorizzazione del patrimonio archeologico.

Show More

Back to top button

Utilizziamo i cookie per offrirti la migliore esperienza online. Accettando l'accettazione dei cookie in conformità con la nostra politica sui cookie.

errore: Contenuti ( testi e foto ) sono protetti!!!!