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Lettera aperta di un “sognatore” ai neo-Amministratori per la linea ferrovia Avellino-Rocchetta

Invito a riflettere e ad agire al neosindaco di Avellino, al neopresidente della Provincia di Avellino, all’attuale Presidente della Regione Campania, Roberto Fico. Da Facebook dell’11 giugno 2026.

Quello (foto in apertura) è il ponte della storica linea ferroviaria Avellino / Rocchetta: Ponte Santa Venere nei pressi della diga di Conza sull’omonimo lago. Mai come quest’anno l’invaso lacustre è pieno come ormai non si vedeva forse da un decennio a questa parte.

Il lago di Conza

In questo periodo l’Irpinia è uno spettacolo che a volerlo descrivere o fotografare si perderebbe solo del tempo perché nessuna parola o immagine renderebbe giustizia ad uno spettacolo della natura di incomparabile bellezza. Tutto ciò è a portata di mano e, credetemi, una giornata trascorsa in questi luoghi rigenera corpo e spirito, sia che siate degli “sportivi” che amano il trekking e la natura, sia che siate dei “turisti” che amano conoscere luoghi insoliti, sia che siate degli amanti della buona cucina.

Paesaggio irpino

Una modalità, comoda, rilassante, economica, per raggiungere questi luoghi è proprio quel “trenino” storico che passa su quel ponte e da quel ponte offre panorami spettacolari, ancor di più quest’anno che l’acqua è tornata fin dove è lecito che arrivi, ma proprio quest’anno il “trenino” ha smesso (per l’ennesima volta) di sferragliare lungo quegli storici binari e con lui tutti i “trenini” storici della Campania. Perché?

 

Paesaggio irpino

Io non lo so di preciso. Quello che so è che la Giunta Regionale della Campania è cambiata da pochi mesi e adesso è cambiato anche il Sindaco della Città di Avellino e anche il Presidente della provincia di Avellino… diciamo che c’è aria nuova in tutte le sedi istituzionali, ma non credo ci sia bisogno di andare a ricordare a tutti questi nuovi sindaci e presidenti l’importanza di avere questi “vettori” che solcano le storiche ferrovie, soprattutto quelli che vanno verso le zone interne.

Lo scorso anno sulla nostra ferrovia hanno viaggiato più di 4.000 persone da maggio a dicembre con gruppi provenienti da Lazio, Puglia, altre provincie della Campania e qualcuno anche da più lontano. Non è più una tratta ad uso degli Irpini appassionati della ferrovia ma, dopo anni di impegno (gratuito) è qualcosa di più grande.

Paesaggio irpino

Ora, io lo so che tante persone sono contente che il treno sia di nuovo fermo (non serve a niente viaggiare solo la domenica, non porta economie questa modalità, soldi buttati, bla bla bla), ma so anche che ho vissuto belle esperienze trascorrendo le giornate su quei vagoni insieme a persone che sono venute con curiosità in Irpinia per conoscere ed apprezzare un territorio unico, a ridosso di una realtà metropolitana come Napoli che ormai scoppia e non è più in grado di offrire una modalità di turismo a misura di famiglia, di bambini, con prezzi modici e senza stress.

Ho parlato con decine di persone su quel treno, viaggiatori che ammiravano stupefatti ciò che accadeva fuori e dentro i vagoni, dove non è mai mancata la serenità, l’allegria, la convivialità e tutto ciò che occorre per trascorrere il tempo in maniera rilassante.

Il ponte di S. Venere sul lago di Conza

Sono sicuro che tanti di quei passeggeri torneranno in Irpinia questa estate con altri mezzi (e mi va bene così) per salire a Cairano o per andare a Calitri o al museo etnografico di Aquilonia o alla Mefite piuttosto che a Rocca San Felice o al castello Biondi Morra e perché non al Goleto o fin su a Monteverde….

Mi fermo perché sarebbe fin troppo lungo l’elenco, così come mi fermo dal pensare che come associazione IN_LOCO_MOTIVI dovremmo andare ancora “casa casa” a bussare per capire perché, percome, chi, dove, quando “pregare” per far sì che le storiche Aln 668 tornino a camminare e fischiare lungo la storica tratta voluta da Francesco De Sanctis alla fine del XIX secolo.

Basta, non credo abbiamo più la voglia di fare certe azioni e di correre dietro alle istituzioni, lo abbiamo fatto per quasi due decenni. Siamo stati stupidi?

E vabbè, era una cosa in cui credevamo, ci piaceva e ha fatto parlare tanto in tutta Italia, ma adesso, se ancora dobbiamo spiegare e far capire l’importanza di questa “cosa”, vuol dire che non siamo stati bravi oppure che chi adesso ha il timone del comando non ha mai prestato attenzione all’importanza storica, turistica, umana di questa faccenda.

Flaviano Oliviero dell’ Associazione IN_LOCO_MOTIVI

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