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Lo sapevi che….la lingua etrusca

Dal Facebook Di Baisi Francesco

La lingua etrusca, parlata un tempo nella regione Etruria (odierna Toscana, Umbria occidentale e Lazio settentrionale) in Italia, rimane uno dei più grandi enigmi dell’antichità, i suoi segreti solo parzialmente svelati. Sebbene non sia più in vita, la sua eredità dura attraverso iscrizioni e una manciata di testi bilingue, offrendo una finestra sulla vita di enigmatici etruschi.

L’alfabeto etrusco è la più antica sceneggiatura registrata nel mondo occidentale dopo la scrittura greca. È stato adottato dall’alfabeto greco della variante euboea, usato dai coloni greci in Italia, in particolare a Ischia e Cumae. Questa adozione avvenne probabilmente durante l’VIII secolo a.C., coincidendo con la fioritura della civiltà etrusca.

La scrittura etrusca ha subito una trasformazione adatta forse alla loro struttura linguistica non indoeuropea; alcune lettere greche sono state riutilizzate per rappresentare i suoni etruschi, e alcune sono state scartate perché non necessarie per la fonetica etrusca.

Gli Etruschi emersero come una civiltà distinta all’inizio del I Millennio a.C., dominando il panorama culturale ed economico dell’Italia preromana. Erano abili metalmeccanici, mercanti e naviganti, lasciando un’impronta duratura nella religione, nell’architettura e nella società romana. La loro struttura sociale era complessa, con testimonianze di ruoli significativi per le donne, e la loro arte e cultura erano ricche di simbolismo religioso.

La lingua etrusca, originaria dell’antica civiltà etrusca all’interno delle regioni Etruria, Etruria Padana ed Etruria Campana nell’attuale Italia, ha lasciato un’eredità di circa 13.000 iscrizioni risalenti al 700 a.C. al 50 d.C.

Anche se la maggior parte delle iscrizioni sono brevi, ci sono alcuni testi più lunghi e bilingue, suggerendo che mentre gli etruschi influenzano il latino, esso fu poi sostituito da esso. Linguisti ed etruscologi generalmente concordano sul fatto che l’etrusco fosse una lingua pre-indoeuropea e paleoeuropea legata alle lingue raetiche e lemniane.

Le iscrizioni rivelano la diffusione geografica della lingua etrusca in tutta Italia e non solo. Il consenso è che l’etrusco fosse imparentato al raetico e al lemniano, facente parte della famiglia linguistica tirseniana, che precede le lingue indoeuropee nell’Europa meridionale.

Recenti analisi archeogenetiche supportano la natura autoctona degli Etruschi, geneticamente simile ai latini della prima età del ferro.

Storicamente, varie teorie hanno tentato di classificare la lingua etrusca, che vanno dalle connessioni indoeuropee ai semitici, la maggior parte delle quali sono state scartate in favore del suo status di lingua non indoeuropea e paleoeuropea.

Nelle foto – Cippus Perusinus, una tavoletta di pietra recante 46 righe di testo etrusco inciso, una delle iscrizioni etrusche più longeve esistenti (II o II secolo a.C.)

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