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Baiano / Forum all’Incontro: Mobilità locale, ieri e oggi tra carrozze a cavalli ed autoservizi

Testimonial, Luigi Acierno titolare dell’omonima azienda con 100 anni di storia.

Gianni Amodeo – 18 \ 06 \ 22 – Si realizzò il 9 luglio del 1985, il completamento della Napoli-Nola-Baiano, ch’era stata preceduta nel 1884 dall’inaugurazione della tratta Napoli-Nola. Un intervento progettato e fatto eseguire da La Chemin de fer,- la società di capitale, particolarmente attiva nel settore, proprio negli anni in cui la prima fase della rivoluzione industriale s’impennava con l’estesa operatività dei sistemi ferroviari specie nell’Europa centrale e mediterranea, facendo da spettacolare sfondo e gran preludio alla Belle epoque.

Era, La Chemin de fer, una società che faceva capo a importanti imprenditori e azionisti belgi, in grado di condurre – come accadde – in tempi molto brevi l’intervento programmato, con un investimento pari ad oltre tre milioni di lire.

Un investimento considerevole, rivelatosi proficuo e ben remunerato, anche se la società belga dovette cedere nel 1935, i titoli e l’intero patrimonio aziendale alla compagine delle Strade ferrate secondarie meridionali, in funzione della legislazione protezionista a favore di società nazionali, adottata dal governo mussoliniano pro-tempore, che proprio in quell’anno si era proiettato nella guerra dell’ignobile aggressione verso l’Etiopia, sottoponendola a dominazione coloniale. E fu un’aggressione condotta con largo utilizzo delle micidiali armi chimiche.

E’ il completamento che costituisce il primo, importante tassello della graduale formazione del sistema ferroviario a scartamento ridotto della Circumvesuviana – tra i pochi e più antichi operanti nel Sud in quei lontani tempi, anche se nell’oggi non si può certamente affermare che i mutamenti siano stati di corposa variazione e spiccata innovazione – che deve la sua denominazione identificativa alle sue tratte configurate a forma di anello, con due stazioni a Pompei ed altre distribuite tra Sarno, San Giuseppe Vesuviano, Torre Annunziata, Ottaviano, Castellammare di Stabia, Scafati, Sorrento e così via. E’ l’anello, al cui centro campeggia, il Vesuvio.

Ed è anche lo scenario-Circumvesuviana, in cui è colloca la stazione terminale di Baiano, connessa a poco meno di tre chilometri con quella della stazione di Avella-Sperone.

Un dato infrastrutturale di rilevante importanza per il contesto della conurbazione, costituita dall’ Unione intercomunale della Valle dell’Antico Clanio, di cui centro e anima è Avella, per la caratura del patrimonio storico-culturale ed archeologico, che la connota e le considerevoli potenzialità e risorse, di cui dispone; è il dato, che, di fatto, ha conferito proprio alla stazione terminale, di cui il 9 luglio prossimo cade il 137.mo anniversario inaugurale, una funzione logistica di primario e fondamentale riferimento.

E’ la funzione, che ha favorito e catalizzato il servizio pubblico, a gestione privata, che fino agli anni ‘50 hanno svolto, con particolare intensità e continuità, carrozze e diligenze trainate da cavalli, nell’assicurare non solo la mobilità locale intercomunale, ma anche verso Avellino, Caserta, Santa Maria Capua Vetere e l’intero comprensorio di Terra di Lavoro, della cui giurisdizione amministrativa l’intera area avellana è stata parte integrante fino al 1861.

E così piazza IV Novembre, con la terminale della Circum è diventato il baricentro intercomunale, lo snodo, se si vuole, d’intermodalità del tutto improprio e sui generis, collegando carrozze a cavallo e … treni.

E già, perché le carrozze accennate, negli anni dell’immediato Dopo-guerra e per gran parte degli anni ’50 sono state utilizzate per il trasporto delle carni insaccate e le produzioni affini, realizzate negli opifici di Mugnano del Cardinale, Quadrelle e Sirignano; carichi che venivano trasferiti a flusso continuo, nelle elettromotrici dei convogli-Circum, con destinazione-Napoli.

Negozi di generi alimentari e salumerie di Porta Nolana e Porta Capuana, n’erano i fedeli clienti.

Erano i convogli dei lavoratori che si recavano a lavoro nella città partenopea, come a San Giovanni a Teduccio, Miano, Pomigliano d’Arco, Marigliano e Nola; convogli che erano anche vettori commerciali affidabili e garantiti.

Erano i convogli ad orario fisso, il primo riceveva alle ore 04,14, lo start a seguire quello delle 06,14 e buon terzo scivolava sui binari alle ore 07,14.

Lo start era dato dall’impeccabile capo-stazione di turno, che indossava sempre la divisa di lavoro e il cappello con i fregi distintivi aziendali, e la modulazione sonora di fischietti inconfondibile per tonalità e persino per la verifica ricognitiva degli orari, rispettati con massimo rigore.

Tutto ciò e altro ancora, con tante sfumature, riflessioni, approfondimenti, aneddoti e ricordi si tratterà nel Forum, in programma domenica -19 giugno, alle ore 10,30 – nei locali de L’Incontro, in via Luigi Napolitano.

In specifico, converseranno sulla tematica, Luciano Mascheri, cultore di studi economici del territorio, e Luigi Acierno, imprenditore e titolare dell’omonima azienda, specializzata negli autoservizi sia nella Città metropolitana di Napoli che in Campania, ma anche nei collegamenti interregionali, Campania-Lazio.

Un’azienda che vanta cento anni di attività, con gestione famigliare e sempre attenta a garantire la qualità dei servizi. Un’azienda nata e strutturatosi con i servizi pubblici forniti da carrozze e diligenze trainate da cavalli e che ora primeggia negli autoservizi.

Ad ampliare e arricchire la conversazione, sul filo delle loro testimonianze di persone … d’antan, saranno Romeo Lieto, Felice Brandolino, Alfonso Fiordellisi e Mimì Carbone e quanti altri vorranno condividere – con il loro contributo di considerazioni e di carattere memoriale – l’iniziativa, che sarà introdotta dall’intervento di Carlo Melissa.

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