
Ben arrivata Primavera
L'etimologia del termine rivela affinità e legami sempre vivi fra popoli distanti nel tempo e nello spazio.
M.C. Campone – Come tanti sanno, la parola viene dall’aggettivo latino “primus” e dal sostantivo latino “ver”, che, a sua volta, viene da un termine indoeuropeo che significava “ardente, splendente”. Ancora, il “ver” indoeuropeo deriva da una radice -“er”- che indicava il muovere verso l’alto, l’innalzarsi, il crescere e il far crescere, radice che si ritrova nel greco “airo” (innalzare), nel latino “erigo” (ergersi) ed “erectus” e in moltissimi altri termini, fra i quali un concetto-chiave del mondo greco, l’areté, la virtù che fa crescere e innalza l’eroe a livello degli dei.
La stessa radice è ancor oggi presente nel lemma russo e ucraino “BeCHa” che si pronuncia in ambedue le lingue “vesna”=primavera.
Ancora da questa antica radice vengono aggettivi e sostantivi greci legati alla supremazia morale e fisica: “areion” (migliore), “aristéia” (valore), “aristèuo” (essere il migliore) e tutta la vasta gamma di lemmi da cui derivano i corrispettivi italiani (aristocratico, aristocrazia etc..) che conservano la memoria della crescita morale e non solo fisica (così dovrebbe essere…) connessa alla nuova stagione.
Questa stessa radice con apofonia vocalica -“ra”- è ancor oggi presente, tramite i passaggi consueti attraverso le lingue classiche e le successive modifiche, nelle parole italiane “raggio, radiazione”, ma anche “ragazzo”, intendendosi con quest’ultimo termine chi irradia splendore. Si tratta della stessa radice che si ritrova in una lingua afro-asiatica come quella degli Egizi, in cui Ra era la divinità solare, il cui nome è attestato anche come Rê.
Come sempre, l’etimologia rivela le affinità e i legami sempre vivi fra popoli distanti nel tempo e nello spazio. Buona primavera a tutti.
“Siamo come foglie, che la stagione fiorita della primavera fa nascere” (Mimnermo, fr. 2 D, vv. 1-2).

















