
Celebrata la Giornata Mondiale per la Consapevolezza sull’Autismo
Il pensiero del dr. Filomeno Caruso
Il 2 aprile 2026 la Comunità internazionale celebra la Giornata Mondiale per la Consapevolezza sull’Autismo, ricorrenza istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2007 con l’obiettivo di promuovere consapevolezza, inclusione e rispetto dei diritti delle persone con autismo.

Il blu è colore a cui, anni or sono, è stato affidato questo difficile compito: diventare simbolo e messaggero dell’autismo avendo il potere di risvegliare il senso di “sicurezza” e il bisogno di “conoscenza”.
“Chi dice che siamo diversi non sa che utilizziamo lo stesso profumo giornata“. Il “profumo” rappresenta l’essenza umana, le emozioni, i desideri e la necessità di condivisione che accomunano tutti, indipendentemente dallo spettro autistico o dalla neurotipicità. Sottolinea che, nonostante modi diversi di comunicare o percepire il mondo, le persone autistiche provano le stesse emozioni umane fondamentali.
La Giornata sull’Autismo mira a superare gli stereotipi, evidenziando che la diversità non è una barriera, ma una risorsa. L’obiettivo è costruire una società più inclusiva dove le differenze sono valorizzate, non stigmatizzate.
La frase che meglio riassume la GIORNATA MONDIALE PER LA CONSAPEVOLEZZA SULL’AUTISMO: “Siamo una sola famiglia sotto un unico cielo” evoca un profondo senso di unione universale, fratellanza e condivisione tra tutti gli esseri umani.
Secondo le stime diffuse in occasione della Giornata Mondiale del 2026, si conferma un’alta prevalenza, con studi che citano spesso il rapporto di 1 bambino su 77 (fascia 7-9 anni), rilevato dall’Istituto Superiore di Sanità. Altre fonti indicano incidenze ancora più elevate, parlando di oltre 500.000 persone.
I casi sono in aumento da decenni, con un raddoppio delle diagnosi negli ultimi 10 anni, specialmente nella fascia d’età 15-39 anni.
Studi epidemiologici recenti citati nel 2025/2026 suggeriscono una prevalenza ancora superiore, con stime che si avvicinano a 1 su 36 o 1 su 50 (2%) in studi di popolazione.
Differenza di genere: Il disturbo colpisce maggiormente i maschi, con una prevalenza circa 4,4 volte superiore rispetto alle femmine. Un fenomeno in crescente ascesa che pone una serie di interrogativi: Come si fa per la diagnosi precoce? Quale misura si mette in atto per la prevenzione primaria?
“Bisogna creare un circuito che include vari figure professionali: insegnanti, genitori, neurologo, psichiatra, psicologo, pediatra e medico di famiglia, nutrizionista e medico di medicina ambientale… Solo così faremo la vera medicina di prevenzione”.

















